Intravvidi il contadino Athos curvo sulla zappa nel suo campo, mentre era intento a dissodare il terreno.
Mi chiamò di lontano, vedendomi passare in bicicletta nel mio consueto giro mattutino. "Albert ! Venga qui ! Le devo dire una cosa ! E' urgente !" Mi avvicinai allora al bordo del fosso che divideva la strada dal campo, mentre egli, detergendosi il sudore, mi veniva incontro.
"Guardi qui che meraviglia" disse, fissando gli occhi sulla distesa coltivata a grano. "La terra è di una generosità estrema. Qui non c'era niente, e adesso mi si offre l'incontro col pane sorto dalla terra. I campi in Giugno sono di una bellezza commovente." Gli luccicavano gli occhi.
Poi li fissò nei miei. "Cosa si può volere ? Perchè gli uomini desiderano tanto e inutilmente ? E' perchè non vedono il colore del grano. Ci sarebbe la pace se lo vedessero." Gli posi allora la mano sulla spalla, in segno di affetto. "Venga, la invito a casa mia" disse. E mi condusse alla sua abitazione, poco distante, dove la moglie e la figlia erano intente alla mungitura delle vacche.
"Guardi, stessa cosa le bestie" disse "Di una generosità estrema. Tutta la linfa della terra ci si dona come grano e latte. E guardi che tette che ha ancora mia moglie ! Stupendo !"
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